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lunedì 22 marzo 2010

Ascolta lo spot radiofonico dell'UDC per le elezioni regionali


Per ascoltare lo spot radiofonico dell'UDC è sufficiente cliccare sull'immagine che trovi qui si sopra.

Lo spot mi sembra efficace e ben fatto: riesce a parlare di cose concrete, che interessano tutti noi nella vita di ogni giorno.

La mia idea di politica è questa: affrontare, discutere e risolvere problemi concreti!

venerdì 5 marzo 2010

Ancora sulla questione morale

La questione morale deve essere al centro del dibattito politico perchè è determinante per una vera ripresa dell'Italia.

L'impegno con cui tutto il partito sta operando in questo settore è da sottolineare e sostenere, a tutti i livelli.

Anche nel Lazio che governeremo c'è bisogno di una nuova moralità e di un'attenzione costante alla penetrazione sempre più allarmante della criminalità organizzata in ampie aree della regione.

Regionali: Udc invia liste a Commissione Antimafia
Cesa scrive a Pisanu, aderiamo a codice autoregolamentazione

Roma, 5 marzo 2010 - (Adnkronos) -
"L'Unione di Centro ha inviato questa mattina alla commissione parlamentare Antimafia tutte le liste dei candidati centristi alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo".

Nella lettera indirizzata al presidente Pisanu, il segretario nazionale dell'UDC, Lorenzo CESA, ricorda che il partito ha aderito al 'codice di autoregolamentazione sulla formazione delle liste' approvato il 18 febbraio scorso dalla commissione e che una copia del codice era stata inviata per tempo ai coordinatori regionali e provinciali dell'Udc "con l'invito ad attenersi alle disposizioni in esso contenute''.

E' quanto si legge in una nota della segreteria nazionale dell'Udc.

giovedì 4 marzo 2010

Corruzione: in Italia oggi una situazione peggiore di Tangentopoli

Mi sento di condividere al 100% la posizione di Pier Ferdinando Casini, leader dell'UDC, sulla corruzione, espressa durante un'intervista a Rai News 24.

Durante tangentopoli si rubava (soprattutto) per sostenere il costo della politica e dei partiti; oggi si ruba per il semplice interesse privato.

Non c'è dubbio: in Italia c'è una crisi profonda nella moralità pubblica e privata che genera costumi e abitudini fuori controllo.

Occorre un grande sforzo per rimettere al centro il bene comune, l'interesse di tutti, contro il tornaconto personale. Solo così l'Italia potrà ripartire.

Questo è un mio impegno personale per questa campagna elettorale e per il Lazio che governeremo.

Qui potete guardare, dal sito di RaiNews24, l'intervista di Corradino Mineo a Pier Ferdinando Casini.


Corruzione: Casini, situazione peggiore di tangentopoli


Roma, 4 marzo 2010 (Adnkronos) -
Corruzione appalti riciclaggio: e' tornata Tangentopoli?
"La situazione e' molto peggiore" ha risposto Pier Ferdinando Casini al direttore Corradino Mineo che lo ha intervistato al Caffe' di Rainews24.

"Allora -ha spiegato- c'erano i partiti, che erano macchine di finanziamento illecito ma c'era anche un'idea della politica'.

Continua poi il leader Udc: "Qui si parla di arricchimenti personali, nessuno ha piu' bisogno di rubare per il partito, oggi c'e' uno scadimento della morale pubblica e privata.

Inoltre la delegittimazione dell'intera categoria dei magistrati e' un grande aiuto ai corrotti, perche' chi e' beccato con la mani nel sacco puo' dichiararsi prigioniero politico".

martedì 2 marzo 2010

Corruzione della politica e moralità

Sono convinto che occorra una nuova stagione di moralità e di coerenza nella vita pubblica e politica del nostro Paese.

I recenti episodi di corruzione e di comportamenti discutibili nella politica hanno creato nei cittadini uno stato di forte critica e di insoddisfazione.

Non siamo forse di fronte a una nuova "Tangentopoli" ma siamo comunque in presenza di comportamenti gravi e, purtroppo, diffusi.

C'è bisogno di impegno e di sobrietà: per i cattolici si tratta anche di una scelta di coerenza e di testimonianza. Servono nuove regole ma soprattutto serve un rinnovamento personale di chi è impegnato in politica e nella gestione della cosa pubblica.


Corruzione: Casini, questione morale c'è, no candidature discusse
Norme anticorruzione varate dal governo sono importanti


Milano, 1 marzo (Apcom) - In Italia "la questione morale esiste", quindi sono "importanti" le norme anticorruzione varate oggi dal governo ma sarebbe stato meglio non avere in lista "personaggi discussi, discutibili e magari già condannati". Lo afferma il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, secondo cui "la discussione sulla questione morale e il provvedimento contro la corruzione in politica acquista un significato di ipocrisia generale se si pensa che ci sono stati dei condannati che sono stati messi nelle liste dei partiti politici".

giovedì 25 febbraio 2010

La Chiesa è preoccupata per la democrazia in Italia

Ha suscitato un vasto dibattito il documento diffuso ieri dalla Conferenza episcopale italiana (Cei) dal titolo “Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno”. I vescovi passano in rassegna i problemi che affliggono il Sud chiedendo politiche d’intervento attraverso un’ottica solidale.

In questa intervista, rilasciata oggi dal Segretario della Cei, Monsignor Mariano Crociata, alla Radio Vaticana, emerge una preoccupazione più generale della Chiesa italiana per la situazione italiana.

La crescita reale del nostro Paese ed il superamento della crisi attuale, spiega Monsignor Crociata, "non viene soltanto dalla disponibilità di maggiori risorse (...) ma viene dalla crescita di una coscienza civile e da una possibilità culturale che le nuove generazioni in particolare devono sviluppare".

Una riflessione che sento di condividere e che ritengo importante anche per affrontare in modo serio la "questione morale" che sta montando nel Paese in misura sempre più preoccupante.

Qui potete ascoltare l'intervista di Monsignor Crociata.

Mons. Crociata: lo sviluppo del Paese dalla crescita di una coscienza civile

Intervista di Luca Collodi al segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata.

R. – Il documento nasce più di un anno fa dall’idea dei vescovi di tornare a riflettere sul problema del Meridione, che purtroppo persiste e ha avuto una lunga gestazione, proprio perché fosse il frutto di una riflessione ponderata e di un coinvolgimento da parte di tutto l’episcopato. L’uscita del documento cade in questa contingenza e evidentemente può dire qualcosa anche in questa contingenza, ma il suo sguardo è di lungo periodo. Non si può limitare la sua valutazione, la sua parola, alla circostanza che ci vede poi impegnati come cittadini, in questo momento. E’ chiaro che in questo momento diventa anche un’occasione in più per maturare una riflessione e una risposta alle esigenze e ai problemi che anche la tornata elettorale può porre. Ma lo sguardo va ben oltre. Sarebbe, dunque, riduttivo leggere il documento solo in un’ottica politica, perché lo sguardo è innanzitutto ecclesiale e di conseguenza anche sociale, e qui voglio aggiungere, nell’orizzonte dell’insegnamento sociale della Chiesa. E’ importante, mi sembra, da questo punto di vista, sottolineare, il richiamo che i vescovi fanno all’esigenza di tenere presenti due principi fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa, peraltro ampiamente e significativamente riproposti dall’ultima Enciclica di Benedetto XVI “Caritas in veritate”, che sono la sussidiarietà e la solidarietà. Su questo punto, io vorrei, proprio in riferimento all’attualità, sottolineare come la riposta ai problemi di ritardo dello sviluppo del Mezzogiorno viene veramente da tutti.


D. – Che dire a questo proposito?

R. - A proposito di sussidiarietà e solidarietà bisogna dire che c’è un impegno che deve continuare ad esprimere lo Stato, le pubbliche istituzioni a tutti i livelli, nel guardare a questa parte del Paese, ma c’è anche l’esigenza che il Sud tutto intero, le popolazioni con le loro classi dirigenti, si facciano carico dell’impegno di rispondere alla chiamata storica di questa stagione di vita del Mezzogiorno, per mettere tutto l’impegno necessario a progredire. Si parla nel documento della necessità di un autosviluppo: se il Sud non si fa carico di un impegno proprio, difficilmente gli aiuti, gli interventi che verranno da altrove, riusciranno a far sì che i ritardi siano superati. C’è un forte appello, dunque, nel documento, alle classi meridionali, alle popolazioni meridionali, perché si facciano soggetto, protagonisti del proprio cammino, del proprio sviluppo, del proprio superamento di tutte le difficoltà. E in questo c’è l’invito più pressante a guardare con fiducia e con speranza, perché ci sono le condizioni, ci sono le possibilità, ma bisogna volerle raccogliere queste possibilità, queste condizioni, per farle proprie e andare avanti.


D. – Mons. Crociata, questa vostra riflessione sul Sud d'Italia può riguardare la democrazia dell’intero Paese?

R. – Sì, senza dubbio, anzi devo aggiungere che lo sguardo all’intero Paese è una preoccupazione di primo piano del documento. Voglio però precisare che intendiamo democrazia in senso lato, cioè nel senso dello sviluppo, della crescita, del cammino del Paese, non in sensi riduttivi. A questo proposito voglio dire che non è un caso che i vescovi abbiano voluto mettere nel titolo innanzitutto ‘Per un Paese solidale’: cioè, sono tutti i vescovi italiani che guardano all’intero Paese e nel guardare all’intero Paese devono rilevare - con preoccupazione - il ritardo grave, persistente di una parte del Paese. Quindi l’attenzione dei vescovi è proprio intenzionalmente rivolta a questa visione d’insieme, al desiderio che tutto il Paese cresca. Dunque, nemmeno sarebbe legittimo guardare e considerare il Sud come un problema a parte, un problema da isolare, una malattia da tagliare fuori dal circuito.


D. – L’analisi che voi fate richiama con forza anche il tema dell’educazione e della formazione della società civile...

R. – In questo abbiamo una delle attenzioni privilegiate del documento, peraltro in sintonia con una preoccupazione e un impegno che i vescovi stanno maturando ed esprimendo anche in riferimento agli orientamenti pastorali già adottati come contenuto per il prossimo decennio. E un tema centrale del documento è la dimensione educativa: cioè, la crescita, lo sviluppo, il superamento delle difficoltà non viene soltanto dalla disponibilità di maggiori risorse, vorrei dire anche non soltanto dall’utilizzazione effettiva - più di quanto non si sia fatto - delle risorse economiche e strutturali disponibili, ma viene dalla crescita di una coscienza civile e da una possibilità culturale che le nuove generazioni in particolare devono sviluppare.

[fonte Radio Vaticana]